Akademia Ayurkima

Tai Chi Chuan

Tai Chi Chuan e Qj Gong

PRIMA LEZIONE giovedì 27 settembre GRATUITA E LIBERA A TUTTI

 

TAI CHI

 

 

 

 

 

 

 

TAI CHI CHUAN 

27 settembre dalle ore 19.45 alle ore 21.15

PRIMA LEZIONE GRATUITA E LIBERA A TUTTI

 

Aperto a tutti anche a coloro che non hanno una precedente esperienza.

E' possibile accedere a corso iniziato.

 

Il nome Tai Chi Chuan è relativamente moderno, il suo nome antico era Mien Quan, "pungo di cotone".

La sua traduzione è "Essenza suprema" o "Ultimo supremo", (da Tai = supremo, più grande e Chi = altissimo, ultimo, definitivo, sommità; il termine Tai nelle costruzioni designa il "vertice"), detto anche "Boxe delle ombre" o "Arte della divina salute".

Si dice che Chan San Feng creò una combinazione di 13 posizioni dove veniva rappresentato l'intero ciclo vitale, con il Cielo che nutre la Terra, l'Uomo che è il tramite, la Terra che dà i suoi frutti: queste posizioni si ritrovano in tutti gli stili di Tai Chi Chuan.

Dopo Chan non si hanno più grandi notizie circa l'evoluzione del Tai Chi, il quale riappare nel XVI secolo nelle montagne del Wutan tra l'Honan e Hopei, in un villaggio che verrà poi chiamato Chen Chia Kou (villaggio della famiglia Chen) con il M° Chen Wang Ting (1580 d.C.) dal quale si diparte la cronologia della famiglia Chen, da cui lo stile "Chen".

Dallo stile Chen nasce poi lo stile Yang, con il M° Yang Lu Chan (chiamato anche Yang Fu Kuei, 1799 d.C.-1872 d.C.), il quale riuscì ad imparare il Tai Chi facendosi assumere come servitore da un ricco signore di Pechino, il quale aveva fatto giungere da Chen Chia Kou un grande maestro di Tai Chi, Chen Jia Fou, perché insegnasse lo stile ai propri figli.

Non dopo molto il Maestro si accorse di essere costantemente spiato durante le lezioni, scoprì il nascondiglio di Yang, al quale impose di dimostrare cosa avesse imparato; Yang si dimostrò superiore agli allievi, venne accettato come allievo e poi inviato a Chen Chia Kou per migliorare la sua tecnica. Nel villaggio incontrò il M° Chen Chan Hising (allievo di Chen Ping Wang, uno dei tre figli di Chen Wang Ting), con il quale perfezionò lo stile, che nel frattempo si era diviso in due rami: il vecchio (o scuola vecchia) ed il nuovo (o scuola nuova).

Yang tornò poi a Pechino dopo aver studiato le due scuole per fondare il suo stile di Tai Chi: lo stile Yang, in questo periodo si guadagnò il titolo di Yang Wu Ti o Yang L'insuperabile. Grazie al M° Yang il Tai Chi diviene famoso e conosciuto in tutto il mondo, prima come arte di salute e longevità, poi come arte marziale e pratica per il potenziamento dell'energia interna.

Dal suo stile nasceranno poi le più importanti derivazioni del Tai Chi oggi esistenti: Woo, Wu, Hon, Mo.

Come il Tai Chi sia effettivamente nato non è molto chiaro, c'è chi pensa sia anteriore a Chan San Feng e che quest'ultimo sia solo uno dei primi codificatori ufficiali; di certo è che la teoria taoista su cui si basa è di molto più antica. La leggenda vuole che siano tre le possibili ipotesi di nascita del Tai Chi, ma tutte ad opera di Chan:

  • attraverso un sogno che poi messo in pratica diventa una efficace forma di lotta;
  • attraverso la meditazione sugli elementi (Tzu Chan Ying Shu) ed in particolare sui mutamenti del cielo e delle nuvole;
  • attraverso l'osservazione di un combattimento tra una gru ed un serpente (nella simbologia taoista rappresentano Yin-Yang).

Il Tai Chi Chuan è un'antica arte marziale che si basa sulla pratica di movimenti lenti e rilassati e nel tempo si è evoluta in una disciplina spirituale e viene spesso definito come una "meditazione in movimento".

Il Tai Chi nasce in seno al Taoismo rispecchiandone i principi fondamentali e la profonda visione della vita: la ricerca dell'armonia degli opposti, l'equilibrio tra le forze positive e negative (Yin e Yan ) ed il contatto con l'energia universale, il "Chi".

Tecnicamente il Tai Chi Chuan è costituito da 108 movimenti simulanti un combattimento. 
Ad un osservatore esterno il Tai Chi potrebbe sembrare una danza o un semplice esercizio fisico. Esso svela la sua essena solo a chi lo pratica.

La lenta e precisa ripetizione dei movimenti, morbidi ed armoniosi, ma pieni di forza, conduce la mente ad uno stato di concentrazione e di silenzio interiore profondo.

 

I nomi delle figure che si susseguono al ritmo cadenzato del respiro sono di varia natura, originati da analogie con animali (scimmia, serpente, airone, gallo, tigre, etc.), cose ( nuvola, liuto, etc. ) o azioni ( afferrare il passero per la coda, cercare l'ago in fondo al mare, etc ).

 

Questi nomi suggestivi richiamano immediatamente l'immagine rassomigliante al movimento che il praticante sta effettuando, quasi un'identificazione con esso, e ne facilitano l'apprendimento mnemonico.
Tutto il movimento è fondato sul controllo del "pieno e del vuoto" con il baricentro energetico situato nel Tan Tien, cedevolezza e sfruttamento della forza dell'avversario, assenza di contrazione muscolare e "struttura" della posizione e delle tecniche sono alla base di quest'arte marziale interna.
Di esso fanno parte integrante tutti gli esercizi di Kong Fou, di Tao Ying, Ngan Mo e di Chi Kung, come avviene per gli altri stili interni (Pa Kua, Hising I ecc.).

 

Di Tai Chi si comincia a parlare verso il XIII secolo (1200 a.C.) durante la dinastia dei Sung, grazie al monaco taoista Chan San Feng (Zhan San Feng) considerato da molti, al pari di Ta Mo nel buddismo, il padre del Kung Fu interno.

 

 

Egli si ispirò all'I King, mettendo in relazione il continuo fluire degli eventi e degli elementi naturali rappresentati dai 64 esagrammi, con movimenti ed azioni prestabilite e concatenate senza soluzione di continuità; proprio come appare nella struttura del libro dei mutamenti, dove le due linee principali si combinano nei quattro simboli binari, poi negli otto simboli ternari e infine nelle sessantaquattro immagini per svelare i meccanismi che muovono l'universo.

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